Gli insegnanti italiani necessiterebbero di una maggiore formazione (De Angelis, 2017; Brazzolotto, 2019 in press) e un supporto specifico da parte dei professionisti che operano sia in ambito pedagogico-didattico sia psicologico. 

L’essere consapevoli che in classe c’è un alunno o una alunna con plusdotazione non sempre significa modificare la didattica; spesso mancano strumenti e strategie per coinvolgere e accogliere gli studenti con plusdotazione in un contesto inclusivo.

Molte famiglie e scuole si rivolgono al Centro Didattica Talenti (www.didatticatalenti.com ) per chiedere consulenze sia quando si manifestano dei disagi sia quando è necessario introdurre un progetto di arricchimento, per evitare la disaffezione scolastica.

Riportiamo di seguito un esempio concreto di un progetto chiamato “La valorizzazione del talento in classe” che abbiamo proposto durante il mese scorso (marzo 2019) in una scuola primaria del Veneto, dopo aver accolto e ascoltato i bisogni che manifestavano i genitori.

Antonio, nome di fantasia, è un bambino con plusdotazione che frequenta la classe quarta della scuola primaria. Dopo il primo colloquio con la famiglia abbiamo capito che era necessario attivare un progetto con i seguenti obiettivi:

– individuare e condividere obiettivi di apprendimento tra scuola e famiglia;

-co- programmare attività per tutta la classe, tenendo conto anche delle caratteristiche di apprendimento di Antonio;

-proporre attività inclusive;

-offrire strumenti operativi a tutte le maestre.

Durante la riunione avvenuta il 13 febbraio 2019 con le insegnanti di italiano, matematica, scienze, storia, geografia abbiamo analizzato i bisogni specifici di Antonio e il contesto classe. Antonio possiede delle grandi potenzialità come, per esempio, quelle che dimostra nel disegnare; inoltre sembra essere attratto da particolari argomenti: sembra dimostrare un particolare interesse per i dinosauri. Secondo le insegnanti, egli possiede grandi capacità intuitive e spiccate abilità nella comprensione. Antonio è molto bravo nella gestione del gruppo, soprattutto quando ci sono compiti che prevedono la collaborazione con i pari. Tuttavia, in classe sembra distrarsi molto, fatica a stare in silenzio, non tollera alcuni bambini in difficoltà; non riesce a controllare i suoi movimenti.

Le insegnanti per coinvolgere Antonio solitamente propongono strategie di peer tutoring, sembra però che non siano più efficaci per lui.

Gli obiettivi concordati con le insegnanti per l’intervento didattico sono stati:

-comprendere le potenzialità di Antonio;

-utilizzare strategie di contenimento;

-ampliare la gamma delle strategie didattiche per valorizzare al massimo le sue potenzialità.

Ho proposto, dunque, alle insegnanti alcune strategie didattiche per valorizzare e includere Antonio, e nello specifico, ho illustrato:

-il contratto di apprendimento, per aiutare Antonio ad auto-controllarsi;

-il learning menu, per offrire diversi stimoli e valorizzare i talenti e gli interessi di ciascuno, sia attraverso attività individuali sia di gruppo.

Ho realizzato, dopo la riunione con le insegnanti, sulla base, dunque, dei contenuti che avrebbero affrontato successivamente, 5 diversi learning menu (per: italiano, matematica, scienze, storia, geografia) che ho provveduto a inviare via mail alle insegnanti, insieme al contratto di apprendimento, in data 18 febbraio 2019.

Le insegnanti hanno adattato, in autonomia, alcuni materiali sulla base dei tempi a disposizione e dei contenuti che erano già stati affrontati. Esse hanno proposto le diverse attività durante la seconda e terza settimana di marzo 2019.

Ho raccolto le opinioni delle insegnanti attraverso commenti ricevuti via mail e la compilazione di un questionario.

Secondo la maestra di italiano gli obiettivi sono stati raggiunti sia nell’attività individuale sia in piccolo gruppo. L’insegnante, inoltre, ha apprezzato molto che Antonio abbia chiesto di lavorare con un alunno in difficoltà e che si sia dimostrato molto più operativo, rispetto alle volte precedenti, nel lavoro in piccolo gruppo.

Secondo l’insegnante di geografia, Antonio ha svolto correttamente le attività, rispettando le consegne e usufruendo dei libri messi a disposizione. Nonostante ciò, l’insegnante afferma che l’alunno era particolarmente euforico e che è entrato in competizione con un compagno durante l’esecuzione dei disegni, distraendosi; l’insegnante è intervenuta richiamandolo più volte.

Secondo l’insegnante di matematica, Antonio non si è impegnato molto, nonostante il contratto di apprendimento, in quanto ha scelto una attività semplice e ha sbagliato il calcolo. L’insegnante sostiene che l’alunno si sia distratto molto e che abbia sbagliato il calcolo poiché ha evitato la risoluzione in colonna.

Non sono stati proposti i learning menu di storia e scienze per mancanza di tempo.

Secondo le insegnanti, i punti di forza delle nuove attività  sono:

-la possibilità di scegliere tra i diversi compiti proposti;

-una ricca esposizione di materiale da consultare;

-l’opportunità di approfondire i diversi interessi personali;

-offrire spunti di creatività.

Un’insegnante ha messo in evidenza, come punto di criticità, che le attività erano troppo brevi, quindi in ottica di ri-progettazione si potrebbero allungare i compiti per ogni attività; un’altra insegnante suggerisce di fornire dei link di consultazione per rendere gli alunni ancora più autonomi.

Il 27 marzo 2019 ho offerto una consulenza ai genitori, come da progetto, per riferire quanto stato fatto da me (gli strumenti didattici) e i feedback ricevuti dalle insegnanti. L’incontro è stato molto utile anche per raccogliere le opinioni dei genitori e della sorella: Antonio ha riferito ai famigliari che a scuola stava facendo delle attività nuove, dimostrando molto entusiasmo. Alla sorella, inoltre, ha detto che doveva assolutamente impegnarsi perché aveva dato la sua parola (si riferiva alla firma del contratto di apprendimento).

Concludendo, il progetto ha avuto un buon impatto sulla didattica e su Antonio: i miglioramenti si sono dimostrati in modo particolare con l’insegnante di italiano; anche durante le lezioni di geografia sembra esserci stata una buona risposta da parte dell’alunno, nonostante alcune distrazioni.

In ottica di ri-progettazione, come richiesto dalla famiglia, si pensa di avviare un altro progetto. Penso che, diversamente dalla prima consulenza offerta alle insegnanti, sia necessario incontrarle per analizzare insieme i nuovi strumenti didattici; visti i loro feedback credo che sia necessario co-costruire e analizzare insieme strumenti e modalità didattiche in ottica di miglioramento.

Si ringraziano tutte le insegnanti e i genitori per la preziosa collaborazione.